• Marco Bonifaccino

Automotive e Internet of Things: i vantaggi portati dai Big Data per utenti e fornitori

Aggiornamento: nov 25

Come l’internet delle cose è entrata nell’industria automobilistica: non solo le auto a guida autonoma, ma anche manutenzione preventiva e l'ottimizzazione della gestione dei dati a supporto del post-vendita.



L’industria automobilistica è un settore in forte sviluppo da sempre. Aprire e chiudere l’automobile dal cellulare, ricevere in tempo reale le informazioni sul meteo e sul traffico, ottimizzare il percorso, ascoltare musica diversa in base a dove si è seduti, telefonare: sono solo alcune delle azioni che oggi è possibile compiere con una “connected car”, un’automobile connessa a Internet e dotata di dispositivi IoT che le consentono di comunicare e interagire con l’ambiente circostante.


Nell’industria automobilistica infatti una delle ultime novità sono proprio le automobili connesse. Le “connected car” si basano sul “Vehicle-to-Everything” (V2X), la tecnologia WLAN (o, da cellulare, LTE) che supporta lo scambio dei dati, sia con un altro veicolo (V2V), una infrastruttura stradale (V2I), un pedone (V2P) o un’intera rete di trasporti (V2N). Dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), di cruscotti virtuali (virtual cockpit), di assistenti vocali e di chiavi digitali (digital key), le “connected car” sono solo una parte della trasformazione che l’IoT sta imprimendo all’industria automobilistica. L’altra riguarda non il prodotto ma il processo: dalla manutenzione predittiva all’efficienza energetica, dall’utilizzo dei veicoli a guida automatica (Automated Guided Vehicles) nelle linee di fabbricazione alla possibilità di digitalizzare l’intero ciclo produttivo con soluzioni digital twin in cloud che ottimizzino la gestione dei dati e supportino il post-vendita.